CHI SIAMO

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Tramite mio cugino Giuseppe ho conosciuto un missionario. Venne a cena una sera e ci raccontò la sua vita in terra di missione. Una storia interessante che mi coinvolse subito.

Mi disse delle innumerevoli difficoltà anche finanziarie che a volte lo portavano a dubitare della Provvidenza.

Ma la Provvidenza, di regola, si alza prima del sole e ogni volta fugava i suoi dubbi.

Quella sera a cena, il missionario mi lasciò tacitamente un messaggio missionario e io lo raccolsi subito.

Lasciando la mia casa, gli misi nelle mani un biglietto con l’indirizzo, il numero di telefono e sul retro una scritta: “per quando la Provvidenza dovesse tardare a venire”.

Così nel Giugno dello stesso anno andai in Togo.

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Sedici anni di Africa

Questa è la storia un po’ atipica di persone che si sono inventate l’assistenza ad una serie di villaggi in Africa facendo capo a nessun organizzazione, con una gestione a spese zero senza capi, presidenti, segretari, auto fuori strada, referenti di questo o di quel partito. Addirittura persone riunite sotto il solo segno dell’amore verso i bisognosi senza associazione, senza un nome, senza agevolazioni fiscali e nemmeno riconosciuti in una Onlus.

Con un mio cugino, sono andato in africa a far visita ad un amico missionario, circa diciassette anni or sono. Il paese è il TOGO. Una striscia di terra tra il Benin ed il Ghana.

L’impatto è stato subito traumatico ma le necessità talmente lampanti che non ho avuto modo di scegliere. Sono state le necessità a scegliere me. In verità non riesco più a stabilire se sono stato io che scelgo di andare o se sono mandato. Di certo ormai, il contratto è con scadenza illimitata e, viste le iniziative intraprese, non so come potrei disertare. A nostro carico, sono i nove villaggi della parrocchia, che fanno capo al villaggio di Gbatope, 5000 abitanti che vivono in capanne di paglia fango e poche case. Ho detto a nostro carico al plurale, perchè con me, si sono aggiunti da sette anni anche mia moglie, mio fratello con sua moglie , un altro fratello e qualche amico. Andiamo in africa ogni anno verso febbraio-marzo, quando sono già arrivati i container che regolarmente ogni anno spediamo. Il nostro soggiorno in Togo, ha lo scopo di verificare quanto è stato realizzato e fare programmi per l’anno a venire. Durante l’anno, i nostri contatti con l’Africa sono assidui, a volte giornalieri e comunque sufficienti per portare a termine le iniziative intraprese.

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dopo 25 anni di attivita’

Prendendo in esame il lavoro svolto negli anni, non possiamo non essere soddisfatti. Nei nostri nove villaggi, di cui ci siamo presi l’onere dell’assistenza, abbiamo creato diverse opportunità per migliorare la vita. Tra queste, pensiamo che la cosa più importante, sia l’assistenza volontaria, rivolta a tutti senza distinzioni. Vengono curate e operate circa 200/250 persone all’anno nei, vari ospedali della zona. Inoltre, un gruppo di medici e infermieri, visitano con frequenza quindicinale le persone dei vari villaggi, distribuendo gratuitamente le medicine necessarie. Per operazioni particolari abbiamo usufruito di specialisti volontari italiani. L’ospedale di “Lomé” è stato parzialmente costruito dal nostro gruppo e può ospitare circa 30 persone. Purtroppo il nostro medico Roger ci ha lasciato da poco all’età di 65 anni e ciò ha creato grosse difficoltà. Ora vedremo il da farsi, certo che un medico della sua esperienza non sarà facile trovarlo. Siamo comunque in contatto con due medici chirurghi che sembrano disposti ad assumersi la responsabilità dell’ospedale.

La cosa più importante è comunque quella di spendere un po’ di noi stessi e della nostra vita prima ancora del nostro denaro.

Noi siamo cristiani cattolici ma non chiediamo la carta d’identità per aiutare un povero. Basta che qualcuno chieda aiuto e ciò basta perché ci si dedichi con tutte le nostre forze.

Anche se chi ci stà di fronte è musulmano, buddista, animista ecc… purchè sia veramente bisognoso avrà il nostro aiuto senza differenze.

Non sempre quello che serve a una persona bisognosa è di carattere finanziario, spesso anche in Africa il bisognoso ha la necessità della tua amicizia e della tua sicurezza.

Io mi alzo al mattino con il pensiero dell’Africa e vi assicuro che non è un peso ma una gioia, perchè, aiutare i poveri, come ha detto Madre Teresa di Calcutta, è u privilegio che ci porta verso Dio. Chi vuol saperne di più mi può chiamare, noi abbiamo bisogni di tutti, anche di Voi.

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La poverta' vista in faccia

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