Relazione 12, XXII viaggio

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dal 26 febbraio al 10 marzo 2013 Se volessimo elencare le cose fatte anche quest’anno, non basterebbe un libro. La cosa più importante è stata la scelta più decisa di operare verso le persone più bisognose, ammalati, handicappati, bisognosi estremi. Si tratta di persone in grave difficoltà con handicap notevoli, a volte immobilizzati, senza assistenza, ciechi, sordomuti, […]

Category: Relazioni by federica 31 agosto 2016, 07:47

dal 26 febbraio al 10 marzo 2013

Se volessimo elencare le cose fatte anche quest’anno, non basterebbe un libro.

La cosa più importante è stata la scelta più decisa di operare verso le persone più bisognose, ammalati, handicappati, bisognosi estremi.

Si tratta di persone in grave difficoltà con handicap notevoli, a volte immobilizzati, senza assistenza, ciechi, sordomuti, storpi, senza gambe o con arti a rischio amputazione. Ci occupiamo di tutti purchè abitanti dei nostri nove villaggi che ormai fanno parte dell’impegno assunto anche dalla nostra associazione Onlus. Le carrozzine per handicappati hanno raggiunto il numero di 188. Gli ammalati operati nell’anno sono circa 200 e 1500 i visitati dai nostri medici. Abbiamo posizionato la pompa del pozzo completata e collaudata da noi qui in Salvadè e rimontata in un villaggio in cura alla Croce Rossa di Uggiate.

Grande entusiasmo al primo sgorgo di acqua, del quale si è fatta carico una giovane del villaggio: una ragazza di 16 anni diventata mamma da 2 giorni che ha pompato la prima acqua con il suo bambino in braccio. Abbiamo montato il campanile, sempre costruito alla Salvadè, con la campana regalata da un benefattore che nuovamente ringrazio. Il campanile scandisce gli orari, chiama la gente a raccolta nel bisogno.

Abbiamo acquistato 8 sacchi di riso e 5 taniche di olio poi distribuiti ai vecchi soli ammalati e ai bambini dell’asilo. La scuola in costruzione è al tetto. Cinque aule più direzione, dimensioni 10 mt x 55 mt. Gli scolari sono, per ora, in aule di fortuna fatte di frasche e pali di legno.

L’ospedale funziona regolarmente ed è la voce più costosa del nostro “budget”.

Queste sono solo le voci più salienti del nostro operato, ma vi assicuro che una miriade di altre piccole cose sono state fatte per sanare situazioni, migliorare la vita, dare conforto. Noi tutti che andiamo in Africa e i nostri collaboratori dell’associazione siamo convinti, entusiasti e determinati. Sin tanto la nostra età ce lo permetterà continueremo su questa strada, legati a nessuno ma, sapete che ci tengo a dirlo, senza spendere un soldo che non sia per LORO.

Il nuovo Papa è un povero, ha scelto un nome da povero, noi siamo spronati dalle sue origini e dalle sue parole.

Ringrazio di cuore tutti i nostri sostenitori e vi porto l’abbraccio di chi ha usufruito della vostra generosità. Anche se siamo tornati dall’Africa stanchi e qualcuno anche ammalato, siamo decisi a rinnovare il nostro impegno perché con noi sia felice anche un altro.

Con stima e cordialità saluto calorosamente.

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